Infortuni sul lavoro, Marco Anelli: «Problema culturale, per gli imprenditori sia un investimento, non un costo»
Marco Anelli
CRONACA
di Simona Campo  
il 24/06/2026

Infortuni sul lavoro, Marco Anelli: «Problema culturale, per gli imprenditori sia un investimento, non un costo»

Al salone ducale di Aosta un dialogo tra dati, nuove sfide per il futuro e iniziative

“Sicurezza sul lavoro in Valle d’Aosta – Insieme per costruire… un lavoro sicuro e di qualità”. È stato questo il tema centrale dell’evento che si è tenuto oggi, mercoledì 24 giugno nel salone ducale del Comune di Aosta, organizzato dal Comitato Consultivo Regionale (CoCoRe) dell’Inail della Valle d’Aosta. Un evento che ha messo attorno allo stesso tavolo istituzioni, sindacati, aziende e organi di vigilanza e moderato dalla giornalista Cristina Porta.

L’obiettivo? Costruire un dialogo reale tra tutti i portatori di interesse. La sicurezza sul lavoro, secondo i relatori, non è infatti una mera questione burocratica, ma un tema trasversale che riguarda tutti e che sta affrontando una profonda metamorfosi legata alla digitalizzazione e ai cambiamenti climatici.

Marco Anelli: «Non è una questione normativa, ma culturale»

Ad aprire i lavori è stato Marco Anelli, presidente del CoCoRe Valle d’Aosta.

«La sicurezza non è una pila di fogli da firmare – ha evidenziato Anelli -; ma riguarda direttamente la vita delle persone e il loro diritto di tornare a casa sani e salvi».

In una regione caratterizzata da un tessuto economico di micro e piccole imprese, il CoCoRe si offre come lo spazio ideale per il confronto e la nascita di percorsi comuni. «Mentre la normativa a livello nazionale avanza – ha continuato Anelli -, gli infortuni continuano a registrarsi (590.000 denunce a livello nazionale nel 2024, accompagnate da 88.000 malattie professionali). Il problema non è dunque normativo, ma culturale. Per un imprenditore la sicurezza deve essere un investimento, non un costo; per il lavoratore, deve tradursi nel rifiuto di comportamenti rischiosi dettati dalla fretta».

In Valle d’Aosta i settori più colpiti restano l’edilizia e i lavori legati alla montagna, ma preoccupa anche la crescita degli infortuni in itinere (nel tragitto casa-lavoro) e delle malattie muscolo-scheletriche o dell’udito.

«La soluzione parte dalle scuole – ha concluso Anelli -. La cultura della prevenzione va insegnata ai giovani per avere, domani, lavoratori consapevoli».

I nuovi rischi tra stress da algoritmo, cantieri e guida sicura

Il primo dibattito ha visto la partecipazione del sindaco di Aosta Raffaele Rocco, di Hans Pistolesi (Fim Cisl), Cristina De Marchi (Cva) e Adriano Valieri (Confcommercio VdA).

Il primo cittadino ha evidenziato come le condizioni di lavoro mutino rapidamente, anche a causa di fattori esogeni come il clima torrido di questi giorni, che incide direttamente sulla lucidità di chi lavora sui ponteggi. «Il Comune deve fare la sua parte – ha sottolineato Rocco – , migliorando la sicurezza urbana e stradale per contrastare soprattutto gli incidenti in itinere che stanno aumentando sempre di più».

Se l’Industria 4.0 ha ridotto i danni fisici nei reparti, la digitalizzazione e i ritmi frenetici hanno fatto impennare lo stress da lavoro.

«Con lo smart working e le chat aziendali – ha evidenziato Hans Pistolesi – il rischio è non staccare mai».

Pistolesi ha poi proposto soluzioni concrete di coinvolgimento dei lavoratori, come i “5 minuti per la sicurezza” a inizio turno per discutere dei rischi reali.

Cristina De Marchi: «La sicurezza è un valore fondamentale in Cva»

Cristina De Marchi ha portato l’esempio di Cva, un’azienda che gestisce oltre 300 siti complessi (centrali, dighe, parchi eolici).

«In Cva – ha spiegato De Marchi – la sicurezza è un valore fondamentale e strutturato».

Per contrastare gli infortuni legati alla mobilità sui terreni impervi della regione, l’azienda organizza corsi di guida sicura su una pista specializzata a Saint-Marcel.

Adriano Valieri ha infine sollevato le criticità del settore terziario, caratterizzato da un altissimo turn over e personale stagionale.

«La mancanza di una banca dati regionale della formazione rallenta le assunzioni regolari – ha evidenziato Valieri, lanciando poi una provocazione -. Meno carta e burocrazia, più verifiche sul campo che siano propositive per le aziende».

I dati Inail, le barriere linguistiche e l’impatto della fretta

Nel secondo blocco di interventi si sono confrontati Federica Angelini (Spresal Usl), Giuseppe Villani (Direttore Inail VdA), Roberto Billotti (Fillea Cgil) e François Domaine (Ance VdA).

«L’organo di vigilanza – ha chiarito Federica Angelini – non nasce per fare multe, ma per verificare che il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) sia calato nella realtà aziendale».

Angelini ha inoltre sottolineato l’importanza di tradurre la formazione non solo a livello linguistico, ma anche culturale per i lavoratori stranieri.

Il 2025 si è chiuso in Valle d’Aosta con 1.048 denunce di infortunio (+1,65% sul 2024), una vittima e un forte balzo delle malattie professionali (da 41 a 66 casi, +61%). «Sebbene i numeri ridotti abbiano una bassa valenza statistica – ha evidenziato Giuseppe Villani -, emerge che la pubblica amministrazione è il settore con più denunce (dovuto all’alto numero di dipendenti pubblici in regione), mentre le malattie professionali restano difficili da far emergere soprattutto nelle imprese familiari».

Roberto Billotti ha denunciato la persistente precarietà nell’edilizia, dove si muore ancora per cadute dall’alto come cento anni fa.

«La precarietà genera nei lavoratori la paura di denunciare le malattie professionali per timore del licenziamento», ha osservato.

Anche Billotti ha rimarcato l’ostacolo della lingua per i lavoratori migranti e la necessità di portare la sicurezza tra i banchi di scuola.

François Domaine ha infine analizzato l’impatto della tecnologia nei cantieri. Se da un lato l’innovazione aiuta, dall’altro la fretta imposta dai bonus edilizi (110%) e dal Pnrr ha compresso i tempi a discapito della sicurezza.

Domaine ha sollevato anche un problema inedito: «L’uso compulsivo dello smartphone in cantiere sta diventando fonte di pericolose distrazioni. L’utilizzo dello smarphone deve essere normato o quanto meno deve essere oggetto di profonde riflessioni».

La conclusione di Guglielmo Loy: un concerto di iniziative per una responsabilità condivisa

La chiusura dei lavori è stata affidata a Guglielmo Loy, presidente del Civ Inail nazionale. Loy ha espresso un “debole ottimismo” dettato dal fatto che «l’attenzione pubblica sul tema è finalmente altissima, grazie anche ai continui richiami del Presidente della Repubblica e del Papa. Non esistono però bacchette magiche, ma serve un concerto di iniziative: controlli più efficienti, relazioni strette tra datori di lavoro e dipendenti e un dialogo sociale costante con i sindacati».

Il futuro della sicurezza, secondo Loy, dovrà essere flessibile per rispondere alle grandi trasformazioni in atto. «I cambiamenti climatici – ha spiegato Loy – portano con sé la necessità rimodulare gli orari di lavoro per evitare le ondate di calore. La diffusione di nuovi modelli produttivi porta con sé l’importanza gestire la compresenza di contratti diversi nello stesso sito e lo stress correlato».

Investire sulla ricerca e sulla formazione diventa quindi fondamentale. «La sicurezza – ha concluso Loy – conviene a tutti, e la sfida digitale e formativa si vince solo restando uniti».

(s.c.)