M.O., Medu: rilasciare 14 medici palestinesi detenuti in Israele
Roma, 25 giu. (askanews) – Liberazione immediata dei 14 medici palestinesi e di tutti gli altri operatori detenuti in Israele senza accuse formali. È l’appello dell’organizzazione umanitaria Medu (Medici per i diritti umano) lanciato con una petizione su change.org e rivolto “all’opinione pubblica e, in particolare, alla comunità medica e sanitaria, agli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, alle società scientifiche, alle reti sanitarie, agli ospedali e a tutte le professioniste e i professionisti della salute, per chiedere una presa di posizione pubblica a sostegno dell’appello di Physicians for Human Rights Israel (PHRI) per la liberazione immediata di 14 medici palestinesi attualmente al centro del ricorso davanti alla Corte Suprema israeliana e di tutti gli operatori sanitari palestinesi di Gaza detenuti illegalmente o arbitrariamente da Israele”.
“Questi medici – si legge nella petizione di Medu – non sono figure lontane. Sono professionisti che condividono con noi la responsabilità di curare. In condizioni estreme, hanno continuato ad assistere feriti, malati e persone prive di alternative assistenziali. La loro detenzione non colpisce soltanto la libertà individuale di ciascuno: sottrae competenze sanitarie essenziali a una popolazione civile già privata di un accesso adeguato alle cure”.
Medu ricorda che “secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), dal 7 ottobre 2023, più di 1.000 operatori sanitari sono stati uccisi e più di 600 detenuti dalle autorità israeliane, di cui circa 200 risultano ancora in custodia. PHRI denuncia che i medici detenuti sono stati privati di cure mediche e alimentazione adeguate e sottoposti ad abusi fisici. Organizzazioni internazionali per i diritti umani hanno inoltre richiamato l’attenzione sul caso del dottor Hussam Abu Safiya, pediatra e direttore dell’ospedale Kamal Adwan, arrestato nel 2024. Amnesty International ne chiede il rilascio immediato e incondizionato”.
I medici detenuti nominati nell’appello di PHRI sono: Dr. Musab Samaan; Dr. Omar Amar; Dr. Ahmad Musa; Dr. Nahad Abu Taima; Dr. Medhat Abu Tabng’a; Dr.? Husam Abu Safiya; Dr. Murad Alkuka; Dr. Mahmud Hallak; Dr. Hamza Abu Sabha; Dr. Ahmad Shahada;? Dr. Hassan Almukayed; Dr. Raed Mahdi; Dr. Akram Abu Odeh; and Dr. Muhammad Ubaid.
Nella petizione, Medu chiede di anche di “garantire accesso legale, visite familiari, cure mediche adeguate e verifica indipendente delle condizioni di detenzione per tutti gli operatori sanitari detenuti; sollecitare il governo italiano, le istituzioni europee e gli organismi internazionali competenti a intervenire presso le autorità israeliane, chiedendo la liberazione degli operatori sanitari palestinesi e la riapertura del corridoio umanitario tra la Striscia di Gaza e la Cisgiordania; promuovere iniziative pubbliche per rompere il silenzio sulla detenzione dei medici palestinesi e sulla protezione della missione medica e sanitaria. La neutralità della cura non significa neutralità davanti alla violazione dei diritti di chi cura. Liberare i medici detenuti da Israele è una responsabilità professionale, deontologica e umana. Curare non è un crimine”.
