Sicurezza sul lavoro: infortuni ancora in crescita (+5,2% nei primi quattro mesi del 2026)
Roma, 25 giu. – Promuovere una maggiore integrazione di intelligenza artificiale, sensoristica avanzata e controllo da remoto nei cantieri, nelle cave e negli ambiti industriali più complessi, con l’obiettivo di limitare l’esposizione dei lavoratori al rischio e rafforzare la prevenzione. È questa la direttrice al centro dell’iniziativa promossa da CGT, storica azienda italiana con oltre 90 anni di esperienza, dealer Caterpillar dal 1934 e parte del Gruppo TESYA – leader nella fornitura di servizi e soluzioni integrate B2B, attivo dalle costruzioni alla transizione energetica, fino all’asset management e all’intralogistica automatizzata – insieme ad AIAS (Associazione Italiana Ambiente e Sicurezza).
L’incontro, svoltosi presso la filiale CGT di Carugate (MI), ha riunito rappresentanti del mondo delle imprese, delle istituzioni e del mondo accademico in uno dei luoghi simbolo dell’evoluzione digitale dell’azienda. La sede di Carugate ospita infatti anche una delle Control Tower CGT, insieme a quella di Vercelli: hub digitali attraverso cui un team di specialisti monitora in tempo reale i dati provenienti da oltre 20.000 asset sul territorio italiano, tra macchine, motori e impianti di cogenerazione, integrando telemetria, diagnostica da remoto e analisi tecniche.
Al centro del confronto, il contributo che l’intelligenza artificiale, sensoristica avanzata e controllo da remoto, unitamente a best practices di settore, possono offrire alla prevenzione degli incidenti nei cantieri, nelle cave e nei contesti industriali a più alta complessità operativa. È emersa, inoltre, la necessità di accompagnare la trasformazione tecnologica con formazione, cultura organizzativa e una governance della prevenzione capace di tradurre l’innovazione in sicurezza concreta.
Un’urgenza resa ancora più evidente da uno scenario che continua a richiedere maggiore attenzione da parte dell’intero comparto. Secondo il più recente aggiornamento pubblicato dall’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro (INAIL ) nei primi quattro mesi del 2026 le denunce di infortunio in occasione di lavoro sono state 137.272, in crescita del 5,2% rispetto allo stesso periodo del 2025. Le Costruzioni si confermano tra i settori più esposti: i casi segnalati aumentano del 4,8% e quelli mortali passano da 31 a 34. Numeri che confermano la necessità di affiancare alla cultura della prevenzione tecnologie capaci di contenere l’esposizione diretta dei lavoratori ai fattori di rischio più ricorrenti nei cantieri: movimenti del corpo sotto sforzo fisico, perdita di controllo di macchine, mezzi e attrezzature, scivolamenti e cadute.
“L’andamento degli infortuni nel segmento delle Costruzioni ci ricorda che procedure e adempimenti, da soli, non bastano. Oggi l’integrazione tra intelligenza artificiale, connettività, sensoristica e automazione consente di intervenire a monte, prima che l’incidente si verifichi, trasformando la sicurezza da approccio reattivo a modello sempre più predittivo – ha dichiarato Lino Tedeschi, Presidente Esecutivo del Gruppo TESYA. In un contesto in cui l’AI è spesso al centro del dibattito sul rapporto uomo – macchina e trasformazione delle attività operative, emerge anche il suo valore concreto nella tutela del capitale umano: non uno strumento di sostituzione delle professionalità, ma una leva capace di proteggere le persone, supportarle e metterle nelle condizioni di operare in modo più sicuro ed efficiente. Alla luce di ciò, l’innovazione non deve essere considerata un costo, ma un investimento strategico per accompagnare l’evoluzione del comparto e contribuire agli obiettivi di sviluppo del Paese, riducendo al contempo l’esposizione al rischio dei professionisti. Una consapevolezza che ci spinge ad affiancare le imprese, in qualità di partner tecnologico, con soluzioni di ultima generazione capaci di integrare sicurezza, produttività ed efficienza operativa lungo l’intero processo.”
Il settore delle costruzioni continua a rappresentare uno dei comparti produttivi caratterizzati dal più elevato indice di rischio infortunistico e da una significativa incidenza di infortuni gravi e mortali, in particolare per effetto delle cadute dall’alto, dell’utilizzo di macchine e attrezzature di cantiere e dell’esposizione a fattori ambientali e climatici.
In tale contesto, l’Inail ha sviluppato nel triennio 2024-2026 un articolato sistema di interventi finalizzato al miglioramento dei livelli di salute e sicurezza nei cantieri temporanei o mobili. Le iniziative trovano il proprio riferimento programmatico nel Piano Triennale per la Prevenzione Inail 2025-2027, nei Piani nazionali di prevenzione e nelle strategie nazionali europee in materia di salute e sicurezza sul lavoro.
“È necessario passare da un modello prevalentemente informativo e prescrittivo a un approccio integrato fondato su: ricerca e innovazione tecnologica, formazione avanzata, sperimentazione sul campo, promozione della cultura della prevenzione e diffusione delle buone pratiche oltre che collaborazioni istituzionali. L’uso di sistemi predittivi e dell’intelligenza artificiale può contribuire in modo significativo trasformando la prevenzione da reattiva a proattiva”, ha dichiarato Nunzia Catalfo, componente del Consiglio di Amministrazione di INAIL
PER LA PRIMA VOLTA AL MONDO, CAT COMMAND ENTRA NELL’ACCIAERIA CON GAP – GRUPPO PIANTONI
L’innovazione tecnologica rappresenta un fattore strategico per migliorare gli standard di sicurezza e sostenibilità nei contesti industriali più complessi. In questo scenario si inserisce Cat Command, la soluzione Caterpillar – distribuita da CGT – che consente di controllare da remoto escavatori, dozer e pale gommate tramite radiocomando – fino a 500 metri di distanza dal veicolo – oppure da una postazione dedicata che può essere posizionata anche a migliaia di km.
Per la prima volta al mondo, Cat Command trova applicazione nel settore dell’acciaieria grazie al progetto sviluppato insieme a GAP – Gruppo Piantoni, realtà specializzata nei servizi per l’industria siderurgica, nato dalla sinergia tra le competenze tecniche e applicative di CGT e l’esperienza maturata da GAP nel cuore degli impianti siderurgici. La soluzione consente di gestire le attività in area sottoforno attraverso una cabina remota esterna, allontanando l’operatore da una delle zone più esposte dell’impianto. Nel dettaglio, il sistema è stato adattato e ottimizzato per rispondere alle condizioni più sfidanti dell’ambiente: calore radiante, campi elettromagnetici e operatività continua. Dopo una prima fase di sviluppo, test e ottimizzazione, i primi test operativi sono già realtà.
“La soluzione sviluppata con CGT consente oggi agli operatori di gestire le attività più critiche da una postazione remota sicura, riducendo significativamente l’esposizione a calore, fumi e altri fattori di rischio tipici delle operazioni sottoforno, mantenendo al tempo stesso il pieno controllo operativo dei mezzi – ha affermato Eligio Piantoni, CEO di GAP. Più che una semplice innovazione tecnologica, la prima applicazione mondiale di CAT Command nel settore siderurgico rappresenta la dimostrazione di come esperienza operativa, innovazione e collaborazione possano tradursi in un concreto miglioramento delle condizioni di sicurezza per le persone che ogni giorno lavorano negli impianti siderurgici.”
AIAS: PREMIARE LE AZIENDE CHE INVESTONO IN SICUREZZA E SOSTENERELE CON STRUMENTI CONCRETI
Nel dibattito sulla sicurezza si inserisce il contributo di AIAS – Associazione Italiana Ambiente e Sicurezza, fondata nel 1975 e dedicata ai professionisti che operano nei settori della salute, della sicurezza sul lavoro e dell’ambiente (HSE – Health, Safety, Environment).
Secondo l’Associazione, la riduzione degli infortuni non può dipendere esclusivamente dall’inasprimento delle sanzioni o dall’introduzione di nuovi adempimenti, ma richiede investimenti concreti in organizzazione, competenze, formazione e innovazione tecnologica condividendo l’obiettivo di rafforzare prevenzione, compliance aziendale.
Un approccio che assume particolare rilevanza anche alla luce del dibattito aperto dalla Commissione Sisto sulla riforma penale in materia di sicurezza sul lavoro. Se da un lato, AIAS condivide l’impianto generale della proposta – nella misura in cui punta a rafforzare prevenzione, compliance aziendale e tempi della risposta giudiziaria – dall’altro evidenzia la necessità di alcuni correttivi per evitare che il nuovo quadro produca più burocrazia che prevenzione reale. In particolare, per l’Associazione i sistemi di valutazione delle gare pubbliche dovrebbero valorizzare le aziende che investono concretamente in sicurezza, e non la sola produzione documentale o certificata dei sistemi di gestione.
Allo stesso tempo, la riforma deve tenere conto delle esigenze delle piccole e medie imprese che spesso però non dispongono di strutture interne dedicate o di risorse specialistiche. Per questo, accanto a standard più solidi e a competenze professionali riconosciute per i professionisti HSE, servono strumenti di supporto accessibili: servizi qualificati, reti d’impresa, associazioni di categoria, incentivi fiscali e formazione di qualità.
La riforma può rappresentare un passaggio importante per far evolvere il sistema verso una prevenzione più concreta, misurabile e diffusa, fondata su responsabilità aziendale, competenze professionali riconosciute, sistemi di gestione realmente efficaci, strumenti accessibili alle PMI e tempi processuali più rapidi. La tecnologia, quindi, non sostituisce la responsabilità organizzativa delle imprese: esprime pienamente il proprio valore quando viene integrata in sistemi di gestione efficaci e accompagnata da percorsi formativi capaci di trasformare la sicurezza da adempimento formale a presidio concreto nei luoghi di lavoro.
“Per approssimarci concretamente all’obiettivo globale della ‘Vision Zero’ – un futuro con zero infortuni gravi e mortali sul lavoro – dobbiamo superare la logica della pura compliance formale. La riduzione degli incidenti non può dipendere dall’inasprimento delle sanzioni o dall’introduzione di nuovi adempimenti che rischiano di produrre più burocrazia che prevenzione reale – ha commentato Ing. Francesco Santi, Presidente di AIAS – l’Associazione Italiana dei Professionisti nei settori Salute, Sicurezza e Sostenibilità. La tecnologia e l’intelligenza artificiale sono alleati straordinari, ma esprimono il loro pieno valore solo quando vengono integrate in sistemi di gestione efficaci e accompagnate da un investimento concreto in competenze e formazione. È il momento di premiare, a partire dai sistemi di valutazione delle gare pubbliche, le aziende che investono sulla sicurezza sostanziale e non sulla sola produzione documentale, supportando al contempo le piccole e medie imprese con strumenti accessibili e incentivi fiscali per vincere insieme questa sfida fondamentale.”
DALL’UNIVERSITÀ DI BOLOGNA UNO STRUMENTO PER TRASFORMARE LA PREVENZIONE IN SOLUZIONI CONCRETE
Un contributo importante al dibattito è arrivato anche dal mondo accademico attraverso il progetto Banca delle Soluzioni, attivo dal 2014 e coordinato dalla Prof.ssa Cristina Mora dell’Università di Bologna – Dipartimento Ingegneria Industriale e – gruppo Impianti Meccanici Industriali.
Nato dalla collaborazione tra Università e AUSL di Bologna, grazie al finanziamento della regione Emilia Romagna e il coinvolgimento delle AUSL regionali (e in alcuni ambiti anche nazionali), di INAIL, dell’Ispettorato del Lavoro e di altri enti impegnati nella tutela della salute e sicurezza sul lavoro, il progetto rappresenta un osservatorio applicativo sullo stato dell’arte delle tecnologie per la prevenzione. La raccolta, in continuo aggiornamento, mappa soluzioni tecniche e tecnologiche già disponibili sul mercato, con l’obiettivo di favorire l’eliminazione o la riduzione del rischio alla fonte in ambiti come ergonomia e movimentazione manuale dei carichi, ambienti confinati, microclima e logistica.
In questa prospettiva, la prevenzione assume un valore non solo normativo, ma anche organizzativo: contribuire alla tutela delle persone significa rafforzare la qualità del lavoro, prevenire interruzioni operative e rendere i processi più sicuri, continui ed efficaci, riducendo i costi della non sicurezza.
“L’implementazione di tecnologie per la sicurezza sul lavoro rappresenta uno strumento fondamentale per ridurre o eliminare i rischi professionali, grazie anche alla diffusione di soluzioni digitali basate su Intelligenza Artificiale (AI) e Internet of Things (IoT). Nel settore delle costruzioni tali tecnologie possono contribuire in modo significativo alla diminuzione degli infortuni, ma la loro adozione presenta ancora alcune criticità, tra cui l’affidabilità dei dispositivi in ambienti di cantiere particolarmente complessi e caratterizzati da vibrazioni, polveri e temperature critiche, la gestione delle responsabilità tra i diversi soggetti coinvolti e le problematiche legate alla privacy e all’accettazione da parte dei lavoratori. In questo contesto, il progetto Banca delle Soluzioni promuove la diffusione della cultura della prevenzione e mette a disposizione lo stato dell’arte su soluzioni tecnologiche applicabili a diversi rischi lavorativi. Per ogni tecnologia vengono fornite caratteristiche tecniche, vantaggi, limiti, costi indicativi e casi di studio reali, a supporto delle decisioni delle aziende. La piattaforma raccoglie oltre 450 schede tecniche e più di 400 produttori, includendo soluzioni con diversi livelli di innovazione, complessità e investimento economico, I casi di studio disponibili confermano l’efficacia di tali tecnologie nel ridurre i livelli di rischio e il numero di infortuni sul lavoro” – ha concluso Cristina Mora, Professoressa Associata del dipartimento di Ingegneria Industriale, Università di Bologna.
