Aps: carenza di personale ormai cronica, ma il Comune garantisce il rilancio
La riunione della quinta commissione su Aps
comuni
di Alessandro Bianchet  
il 25/06/2026

Aps: carenza di personale ormai cronica, ma il Comune garantisce il rilancio

La quinta commissione consiliare, dopo le dimissioni del presidente Matteo Fratini, ha audito il dirigente di Aps Fabio Bressan e il vice presidente Andrea Noro. Governo comunale al lavoro per i nuovi contratti di servizio «con cui colmeremo tutte le carenze evidenziate». In due anni persi 10 dipendenti

La revisione del fattore Q nei piani della maggioranza per rendere il premio di produzione più semplice da raggiungere, nonché l’ormai annosa carenza di personale un po’ in tutti gli ambiti, che non verrà colmata prima della definizione dei nuovi contratti di servizio, peraltro in fase di ultimazione in un’ottica di potenziamento dell’azienda. Sono le principali notizie in materia di Aps, emerse nella riunione della quinta commissione consiliare del Comune di Aosta.

Aps: bilancio in positivo

Dopo le polemiche seguite alle dimissioni del presidente Matteo Fratini, nel pomeriggio di giovedì si è finalmente svolta la commissione di controllo e garanzia, che peraltro non ha riservato chissà quali emozioni alla luce dell’audizione del dirigente Fabio Bressan e del vice presidente (ora alla guida pro tempore) Andrea Noro.

E proprio Bressan, subissato dalle domande del presidente di commissione Giovanni Girardini (Renaissance), Giuseppe Manuel Cipollone (Fratelli d’Italia) e Refat Mehmeti (Forza Italia), ha parlato di un’azienda con bilancio «in utile», dopo le crescite del 2023 (+17%), del 2024 (+7%) e l’unica flessione del 2025 (-12%), in un quadro che vede i ricavi da prestazione e vendite passati dai 12 milioni 169 mila euro del 2024 agli 11 milioni 926 mila euro del ’25.

Aps: carenza di personale

Dopo il dispiacere espresso da Girardini e Noro per le dimissioni di Fratini e al sua mancata presenza in commissione, la trattazione è subito finita sulla carenza di personale, che attualmente vede 72 dipendenti (erano 82 nel 2023), inquadrati con contratti collettivi nazionali Assofarm e del commercio e servizi.

Ricordato come dal 2008 Aps sia obbligata al reclutamento «attraverso selezioni a evidenza pubblica» o in alternativa rivolgendosi ad agenzie di lavoro interinale, Bressan ha sottolineato come alcune selezioni siano andate praticamente a vuoto, ma «non perché non ci sia la volontà specifica di assumere, quanto più per risultati oggettivi – ha detto -. Negli anni sono capitati candidati non all’altezza, come nel caso di una selezione per capo accertatore del settore sosta e pubblicità, in cui nessuno si è rivelato in grado».

Evidenziato che i passaggi di livello sono «fatti ai sensi del regolamento, con le classiche progressioni interne», Bressan ha anche sottolineato come la scadenza a dicembre 2027 (l’ultimo rinnovo è avvenuto nel 2017) dei contratti di servizio per i cinque campi in cui opera Aps «diventa difficile fare investimenti di un certo tipo e avere una visione a lungo termine».

Girardini, a tal riguardo, ha sottolineato come «pare non esserci un’atmosfera così serena tra il personale».

«Negli ultimi mesi si ricevono segnalazioni di malessere aziendale – ha ribattuto il sindaco Raffaele Rocco – e proprio per questo abbiamo iniziato gli incontri con i dipendenti. Abbiamo sottolineato la volontà di ampliare il ruolo e le possibilità della società».

Parcheggi: pochi accertatori

Come già anticipato da Gazzetta Matin, la carenza di personale si ripercuote anche sulla gestione della sosta, visto che gli accertatori, 8 fino a una decina di anni fa, sono ora solamente «2,5 – ha rivelato Bressan -. Ci sono difficoltà nel controllo, come dimostra l’ammontare delle multe, calato del 36% nell’ultimo anno (oltre 7 mila euro nel 2024, contro poco più di 5 mila nel 2025).

Un passaggio anche sugli investimenti da fare nelle strutture.

Per prima cosa si interverrà sulle barriere del parcheggio della Consolata (che ora non consente il pagamento telematico), poi «continueremo a sostituire i parcometri – ha aggiunto il dirigente -. Tanti risalgono al 2000».

Farmacie: 8 dipendenti in meno dal 2020

Discorso personale in prima fila anche per le farmacie, reduci dallo sciopero dello scorso mercoledì.

«I problemi riguardano tutta Italia – ha introdotto Andrea Noro -. I laureati sono in netta diminuzione e diventa difficile porre rimedio».

«Nel 2026, pur alla luce della riduzione degli orari, abbiamo chiuso solamente due volte – ha aggiunto Bressan -. Le difficoltà non dipendono dalla nostra volontà, ma per assumere ci vogliono le prospettive di medio-lungo termine. Dal 2020 abbiamo perso 8 persone».

«Uno dei problemi è che i farmacisti vogliono fare i farmacisti, non fare analisi del sangue o vendere pomate – ha sottolineato il sindaco -. È un tema che sarà affrontato».

Fiore all’occhiello di Aps, le farmacie devono comunque far fronte alla strenua concorrenza dei privati.

«Noi abbiamo gare sopra soglia per i fornitori e dobbiamo utilizzare la centrale unica di committenza – ha spiegato Fabio Bressan -. Tutto questo rallenta le procedure e aumenta i costi fissi. Inoltre, abbiamo margini ridottissimi rispetto ai privati, che acquistano direttamente. Iniziative di marketing? Sono state introdotte e nel 2025 ci hanno permesso di incassare 135 mila euro (+15% sul 2024); inoltre, per fare eventi o aggiungere servizi serve che siano coperti».

Cimitero: forno crematorio verso la normalità

All’appello non poteva mancare il cimitero.

Evidenziato come sia complicato applicare «contratti specifici per i diversi settori, in quanto spesso i dipendenti passano da un servizio all’altro», Fabio Bressan ha affrontato diversi aspetti.

«Negli ultimi anni abbiamo fatto alcuni lavori nonostante tutti i limiti – ha illustrato -. Dall’intervento contro gli sfondellamenti delle gallerie ad asfalti e tratti di acquedotto. Quest’anno, puntiamo a rifare la sala autoptica e forse partiremo con il ripristino della balaustra del “Campo suore”».

E sul forno crematorio.

«Dopo le varie vicissitudini, è rientrato in servizio il 23 maggio – ha sottolineato Fabio Bressan -. Ci saranno 60 giorni di setup, in cui si cremeranno esclusivamente salme, poi dopo la messa a regime del 13 luglio avremo 10 giorni per valutare le emissioni. A quel punto il ripristino sarebbe definitivo. Le 8 salme in sospeso in bare di zinco? Le smaltiremo, ma l’obiettivo è non farlo più ed esternalizzare poi le opere di dezincatura».

Aps: il futuro dell’azienda

Concludendo con la conferma che il servizio pubbliche affissioni è in perdita (114 mila euro ricavati a fronte di 180 mila euro di costi), Bressan ha riconosciuto come «gli impianti sono obsoleti, ma il piano generale è in mano al Comune: l’invito è quello di ammodernare il servizio».

E questo sarà uno dei punti al centro delle promesse di rilancio in sede di revisione dei contratti di servizio fatte dal primo cittadino.

«Vogliamo rafforzare Aps e renderla sempre più un erogatore di servizi – ha rivelato Raffaele Rocco -. Il lavoro sui contratti di servizio, in attuazione, servirà per superare le criticità che ci sono e disporre gli strumenti per rafforzare il ruolo di Aps. Le carenze si superano con una visione precisa sul quinquennio e con il reperimento di risorse economiche, cosa che stiamo mettendo nero su bianco».

Una parentasi sul fattore Q, coefficiente ormai datato che non ha permesso l’erogazione del premio aziendale nel 2025.

«L’inflazione ha variato i rapporti di forza – ha detto il primo cittadino -. L’intenzione è rivedere i meccanismi di calcolo e magari addirittura toglierlo per legare il premio alla produttività».

(al.bi.)

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