Cogne Acciai Speciali: i sindacati proclamano lo sciopero dopo la disdetta dell’integrativo
Fiom, Fim e Cisl alzano il livello della battaglia con l'acciaieria valdostana dopo la disdetta «unilaterale» del contratto integrativo, che è solo l'ultima vicenda di un clima aziendale deteriorato
Cogne Acciai Speciali, i sindacati proclamano 8 ore di sciopero per martedì 7 luglio.
Cogne Acciai Speciali: 8 ore di sciopero
Non hanno tardato ad arrivare le conseguenze della disdetta da parte della Cogne Acciai Speciali del contratto integrativo 2023-2026, avvenuta tramite lettera nella giornata di mercoledì 1° luglio.
Le sigle sindacali Fiom, Fim Cisl e Uilm hanno infatti proclamato lo sciopero di 8 ore.
Le motivazioni alla base sono tante e non si limitano solamente a una disdetta «unilaterale del contratto integrativo», che in caso di mancato accordo per il rinnovo entro il 30 settembre, vedrebbe scomparire una cosa che «da 30 anni i lavoratori si sono conquistati».
Cogne Acciai Speciali: non un fulmine a ciel sereno
Secondo le sigle sindacali, infatti, la disdetta dell’integrativo non è stata un fulmine a ciel sereno, «ma si inserisce in un clima aziendale profondamente deteriorato – si legge in una nota -. Negli ultimi mesi abbiamo assistito a un progressivo aumento delle contestazioni, alcune delle quali si sono trasformate in licenziamenti. Senza contare decisioni unilaterali che gravano sulle nostre condizioni di lavoro e sui nostri diritti».
Ecco che secondo le Rsu di Fim, Fiom e Uilm «la disdetta dell’integrativo è l’ennesimo attacco frontale: l’azienda in grave crisi economica vuole tagliare sui costi caricandoli sulle spalle delle lavoratrici e dei lavoratori – attaccano i sindacati -. Non lo permetteremo, la Cogne è un’azienda non una Caserma».
Ecco quindi lo sciopero di 8 ore per tutte i turni di lavoro, nonché l’indizione di un presidio a partire dalle 9 davanti alla direzione Cogne.
«Di fronte a un’azienda che decide di colpire lavoratrici e lavoratori, l’unica risposta è l’unità e la lotta democratica per difendere i diritti di tutte e tutti» concludono i sindacati.
(al.bi.)
