Il Papa a Lampedusa, abbraccio ai migranti “vittime di decisioni mancate”
AskaNews
di admin Administrator  
il 04/07/2026

Il Papa a Lampedusa, abbraccio ai migranti “vittime di decisioni mancate”

Lampedusa, 4 lug. (askanews) – Il Papa che depone una corona di fiori sulla tomba dei migranti morti in mare e attraversa la Porta d’Europa, luogo simbolico e punto più a sud dell’Isola e del Vecchio Continente. Sono i due scatti-simbolo della visita pastorale di Leone a Lampedusa. Il primo Pontefice a visitare il cimitero – omaggio silenzioso ai migranti – e il primo Papa a varcare la soglia della Porta che affaccia sul Mar Mediterraneo. Un mare che Prevost osserva, lo sguardo verso l’orizzonte, e anzi si ‘avventura’ incamminandosi sugli scogli, incurante del forte vento che gli fa volare anche la papalina. Si sofferma sulla soglia, Papa Leone, in silenzio e da solo. Poco prima aveva salutato due famiglie di migranti, che lo accompagnano fino alla cornice. Sono i gesti che scandiscono la visita di poco più di tre ore e mezza sull’Isola delle pelagie.

Il Papa arriva intorno alle 9.00, accolto dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e dal presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani. Prima tappa: la preghiera sulla tomba dei migranti morti in un viaggio che doveva salvarli da guerra e violenze e dove invece hanno trovato la morte. Qui, nel cimitero a Cala Pisana affollato dalle croci realizzate dall’artigiano lampedusano Francesco Tuccio che usa il legno delle barche utilizzate dai migranti per le traversate, Prevost è il primo leader mondiale a rendere omaggio a chi spesso viene dimenticato. A chi non ha un nome, a chi non ha degna sepoltura.

E’ poi l’arrivo alla Porta d’Europa, il momento più commovente della visita di Leone a Lampedusa, luogo iconico che rappresenta l’approdo e la speranza. Qui abbraccia due famiglie di migranti, a rappresentare chi vive il dramma delle migrazioni. Poi, accompagnato da due bimbi e da una mamma, è arrivato alla soglia della Porta d’Europa. Qui, un momento tutto suo.

Il piccolo Leo ha consegnato al Papa una lettera in cui ha raccontato la sua storia. “10 anni fa la mia storia è iniziata qui a Lampedusa, ero da solo e avevo perso tutto, soprattutto la mia mamma. Mi dicono che ho smesso di piangere solo quando mi hanno dato un pallone fatto di carta, da quel giorno il pallone è rimasto nel mio cuore e io non ho mai smesso di giocare. Spero tanto che questa palla che ti regalo adesso possa arrivare a un altro bambino e farlo felice proprio come me”.

Prima della messa, il Papa ha salutato una ventina di migranti dell’hotspot di Lampedusa. “Ci ha benedetti, una bellissima emozione”, raccontano. Infine la messa nel campo sportivo Arena. “I morti in questo mare sono vittime sia di decisioni prese, sia di decisioni mancate”, ha detto il Papa: “Oggi sono qui per dirvi che il Papa continua ad accompagnarvi, vi sostiene e vi incoraggia”, ha aggiunto, “questo è un luogo in cui, più che le parole, parlano i gesti. Ma i gesti, per essere umani, hanno bisogno di un cuore”.

Ma dall’Isola di Lampedusa, Papa Leone denuncia anche “il disinteresse per il bene comune e la corruzione nei luoghi di provenienza, un sistema economico mondiale che genera povertà ed esclusione, la paura che alimenta pregiudizi e disprezzo, l’idea che tali problemi non ci riguardano, i calcoli criminali di chi lucra sul dramma altrui”.

Infine, il fermo appello all’Europa: “Da questo estremo lembo d’Europa nel Mare Mediterraneo, si vede meglio la chiamata epocale che il fenomeno migratorio rivolge alle società europee. Anche per questo aspetto – come per quelli della transizione ecologica e della promozione della pace – l’Europa possiede un potenziale unico, che le deriva dalla sua storia e dalla sua cultura, e quindi una pari responsabilità”. (di Serena Sartini)

[Passa la Porta e visita cimitero. “Per l’Europa una responsabilità epocale”|PN_20260704_00044|in04 rj01| https://askanews.it/wp-content/uploads/2026/07/20260704_150629_35BFBD40.jpg |04/07/2026 15:06:39|Il Papa a Lampedusa, abbraccio ai migranti “vittime di decisioni mancate”|Papa|Cronaca]