Francia, Le Pen condannata in Appello, ma è eleggibile: può candidarsi
AskaNews
di admin Administrator  
il 07/07/2026

Francia, Le Pen condannata in Appello, ma è eleggibile: può candidarsi

Roma, 7 lug. (askanews) – Tre anni di carcere di cui due sospesi e 45 mesi di interdizione dai pubblici uffici di cui 30 sospesi: la sentenza di appello non rovescia la pena di primo grado ma permette di fatto a Marine Le Pen – almeno formalmente – di candidarsi alle presidenziali del 2027.

I quindici mesi di ineliggibilità rimasti, infatti, partono dal 31 marzo del 2024, data di emissione della sentenza di primo grado con applicabilità immediata. Discorso diverso invece per quel che riguarda la pena detentiva, ridotta di fatto a un anno di carcere e commutata in libertà condizionale con il braccialetto elettronico.

Qui era stata la stessa Le Pen, in occasione della sentenza di primo grado, ad affermare di non volersi presentare nel caso in cui avesse dovuto indossare un braccialetto elettronico, perché non le avrebbe permesso di fare campagna elettorale; in attesa di sapere se la leader del Rassemblement National confermerà o meno tale decisione, va però considerata un’altra questione legale.

In base a una legge del gennaio 2023 (pensata per ridurre il sovraffollamento delle carceri) infatti la pena detentiva con braccialetto elettronico infatti è suscettibile di un’ulteriore riduzione pari a un massimo della metà della durata prevista: Le pen potrebbe quindi cavarsela con appena sei mesi, se il giudice che presiede all’applicazione della pena dovesse decidere in questo senso. Infine, è possibile che la Procura decida di ricorrere in Cassazione, che in tal caso si pronuncerà nel gennaio del 2027 – periodo in cui Le Pen potrebbe teoricamente già essere impegnata in campagna elettorale, nel caso di uno sconto di pena.La Corte d’Appello ha tenuto di fatto a chiarire che per quanto riguarda le sanzioni di ineleggibilità, “all’epoca dei fatti, non erano obbligatorie”: il tribunale ha quindi ritenuto “di sua competenza valutare la proporzionalità della sanzione alla luce della violazione del diritto di candidarsi alle elezioni” e ha stabilito che “la libertà di scelta dell’elettore, presupposto essenziale per l’espressione del suffragio democratico”, doveva essere presa in considerazione.

La questione appare tuttavia non solo legale, ma di opportunità politica: al di là delle divisioni interne al partito, rimane il fatto che la condanna per corruzione sussiste e che i reati contestati dalla Procura sono stati riconosciuti come “gravi” dalla stessa Corte d’Appello, malgrado la sostanziale riduzione effettiva della pena.

Difficile quindi che Le Pen scelga di presentarsi all’Eliseo con l’etichetta di condannata, in una posizione di quindi vulnerabilità rispetto alle candidature concorrenti; non a caso le prime reazioni si riassumono in un “con che faccia si potrebbe presentare alle elezioni dopo la sentenza di colpevolezza”, come ha affermato l’avvocato del Parlamento europeo, Patrick Maisonneuve.

[Pena ineleggibilità ridotta, ma la condanna per corruzione rimane|PN_20260707_00101|in04 rj01| https://askanews.it/wp-content/uploads/2026/07/20260707_153602_08B4E262.jpg |07/07/2026 15:36:12|Francia, Le Pen condannata in Appello, ma è eleggibile: può candidarsi|Francia|Estero]