Radioterapia oncologica ad Aosta: 9 milioni per la nuova apparecchiatura
A dicembre 2026 entrerà in funzione la piattaforma Radixact® , dotata della tecnologia Synchrony® per il trattamento di numerosi tumori
L’ospedale regionale Umberto Parini si dota di una delle tecnologie più avanzate al mondo per il trattamento dei tumori attraverso la radioterapia.
Un investimento da 9 milioni di euro
La vecchia piattaforma
L’investimento complessivo per l’acquisto e la manutenzione della nuova piattaforma di radioterapia Radixact® , dotata della tecnologia Synchrony® è di 9 milioni.
La tecnologia Synchrony® è una delle soluzioni più avanzate oggi disponibili a livello internazionale per il trattamento dei tumori.
Secondo la nota diffusa dall’azienda Usl, «la nuova piattaforma apre prospettive particolarmente rilevanti nel trattamento delle neoplasie del polmone, del fegato, del pancreas, del surrene, della prostata, sistema nervoso centrale, cute e dei tumori ginecologici, oltre che di tutte le patologie oncologiche localizzate in sedi anatomiche influenzate dal movimento respiratorio.
Grazie a questa tecnologia sarà possibile eseguire trattamenti stereotassici ad altissima precisione, con elevati standard di sicurezza e qualità.
La piattaforma Radixact® consentirà inoltre di migliorare la qualità delle immagini, ridurre i tempi di trattamento, aumentare l’efficienza organizzativa e ampliare ulteriormente le possibilità terapeutiche a disposizione degli specialisti, valorizzandone le competenze, anche attraverso la partecipazione a studi clinici nazionali e internazionali».
500 pazienti ogni anno
Ogni anno la Struttura complessa di Radioterapia oncologica dell’ospedale Parini prende in carico circa 500 pazienti; di questi, il 38% proviene da altre regioni, a testimonianza dell’attrattività già oggi esercitata dal servizio a livello sovraregionale.
Radioterapia sospesa, pazienti a Ivrea
Le operazioni di smontaggio e trasporto della vecchia apparecchiatura
Per consentire le attività di smantellamento dell’apparecchiatura utilizzata sino a oggi, l’adeguamento dei locali, installazione e collaudo della nuova piattaforma sono necessari sei mesi; l’entrata in funzione del nuovo macchinario è prevista entro il mese di dicembre 2026.
All’ospedale Parini, i trattamenti di radioterapia sono attualmente sospesi e sono garantiti in convenzione dall’ospedale di Ivrea.
Per i pazienti è previsto il rimborso chilometrico e del pedaggio autostradale; chi non disponde di mezzi propri, potrà usufruire di un servizio di trasporto dedicato.
Il commento del direttore sanitario
«Questo investimento è parte di una duplice strategia aziendale – dichiara Mauro Occhi, direttore sanitario dell’azienda Usl VdA. – Vogliamo da un lato contrastare il flusso pazienti verso regioni limitrofe, dall’altro intendiamo garantire ai professionisti un fattore motivazionale aggiuntivo che trattenga in Valle i meritevoli.
Siamo consapevoli del disagio temporaneo, ma si tratta di una fase necessaria per dotare la Valle d’Aosta di una delle tecnologie più avanzate oggi disponibili in campo radioncologico».
Le parole del direttore della SC Radioterapia oncologica
Il dottor Fernando Munoz
«L’arrivo di questa apparecchiatura di ultima generazione – spiega il dottor Fernando Munoz, direttore della Struttura complessa Radioterapia oncologica – rappresenta un passaggio storico per la radioterapia valdostana.
Il sistema è in grado di seguire il bersaglio in tempo reale durante il trattamento, aumentando le percentuali di pazienti guariti. Per i pazienti questo significa poter beneficiare di cure sempre più personalizzate, sicure e avanzate senza allontanarsi dal proprio territorio».
La soddisfazione dell’assessore alla Sanità
«Con questo importante investimento di 9 milioni di euro – afferma Carlo Marzi, assessore alla Sanità, salute e politiche sociali – portiamo in Valle d’Aosta una tecnologia tra le più avanzate a livello internazionale, confermando la volontà di garantire cure sempre più all’avanguardia, efficaci e personalizzate. Alla comunità chiediamo di pazientare per il tempo necessario a consentire l’installazione di una tecnologia così complessa e innovativa che produrrà indubbi benefici, concreti e duraturi, per la qualità dell’assistenza oncologica, a beneficio di tutti noi».
(a.t.)



