L’Antoniano: il caldo crea nuova povertà di chi non può permettersi il fresco
Milano, 8 lug. (askanews) – Il cambiamento climatico sta facendo emergere una nuova forma di disagio sociale: la cooling poverty, cioè l’impossibilità economica di raffrescare la propria abitazione durante le ondate di calore. Secondo il Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici, le famiglie a basso reddito arrivano a destinare fino all’8% del proprio bilancio ai consumi per il raffrescamento, mentre molte rinunciano del tutto a ventilatori e climatizzatori per il costo dell’energia.
A lanciare l’allarme è l’Antoniano, che attraverso la rete nazionale di Operazione Pane osserva come il caldo estremo stia aggravando condizioni di povertà già esistenti. Secondo i dati raccolti dall’organizzazione, oltre sette realtà su dieci segnalano un peggioramento delle situazioni di fragilità durante l’estate.
“La crisi climatica ci sta insegnando che parlare di ambiente significa parlare di persone”, afferma Fra Giampaolo Cavalli, direttore dell’Antoniano. “Quando le città si surriscaldano emergono con maggiore forza povertà energetica, fragilità e solitudine” aggiunge.
Uno degli effetti più evidenti riguarda l’isolamento sociale. Il 41% delle realtà francescane coinvolte nell’indagine rileva che il caldo aumenta il rischio di solitudine per le persone più fragili, mentre il restante 59% osserva comunque un impatto significativo.
Il fenomeno è aggravato dal fatto che il 68% delle persone assistite resta in città durante l’estate, mentre il 59% delle strutture segnala la chiusura temporanea di altri servizi territoriali. Questo determina un aumento del 21% delle richieste di aiuto rivolte ai centri rimasti aperti e, in metà dei casi, una carenza di volontari rispetto alla domanda crescente.
Le ondate di calore incidono soprattutto su anziani, persone con problemi di salute mentale e lavoratori impegnati in attività fisicamente gravose. Tra i bisogni più frequentemente segnalati emergono la disponibilità di luoghi climatizzati (23%), l’accesso alle docce (19%), oltre ad acqua fresca, cambio di abiti e ascolto (11% ciascuno).
