Cura Italia, Lanièce: «I 25 miliardi non siano ostaggio della burocrazia»
POLITICA & ECONOMIA
di Danila Chenal  
il 09/04/2020

Cura Italia, Lanièce: «I 25 miliardi non siano ostaggio della burocrazia»

Subito liquidità per le imprese e per i cittadini

Emergenza coronavirus. «I 25 miliardi stanziati con questo Provvedimento devono essere solo il primo tassello di un poderoso piano a favore delle famiglie e delle imprese in difficoltà. Stiamo per entrare in una durissima crisi economica, che si affronta mettendo in campo tutta la forza e la potenza finanziaria di cui siamo capaci». Così il senatore dell’Union Valdôtaine e il vicepresidente del Gruppo per le Autonomie Albert Lanièce dopo l’approvazione da parte del Senato del decreto Cura Italia. «L’aspetto più importante è che le risorse stanziate non diventino ostaggio della burocrazia e arrivino nel più breve tempo possibile nelle tasche delle famiglie e delle imprese che ne hanno bisogno. L’emergenza economica merita la stessa attenzione dell’emergenza sanitaria».

Prosegue. «Siamo riusciti a far approvare alcuni nostri emendamenti che rafforzano le tutele per il settore agricolo e un ordine del giorno con il quale si impegna il governo a prevedere uno straordinario piano d’intervento per gli imprenditori e i lavoratori del turismo, che oggi è uno dei settori più drammaticamente colpiti».

Aiuti anche all’Univda

«Sulle proroghe per le grandi concessioni idroelettriche siamo riusciti a salvaguardare le competenze delle regioni a statuto speciale e delle province autonome, che quindi decideranno in autonomia sulle modalità delle eventuali proroghe. E’ stato poi approvato un mio emendamento con cui si estende alle istituzioni universitarie della Valle d’Aosta la possibilità di accedere ai finanziamenti che lo stato metterà a favore dell’intero comparto universitario e dell’alta formazione musicale. E un altro a favore degli impianti a fune, con la proroga di una serie di adempimenti tecnici e amministrativi che oggi sarebbe molto complicato riuscire a realizzare.

Mi sarei aspettato di più a favore dei medici, infermieri e tutto il personale sanitario e amministrativo, la cui abnegazione è sotto gli occhi di tutti. L’auspicio è che nei prossimi provvedimenti questa lacuna venga colmata. Si tratta, oggi, anche di un fatto morale». Per questo il Governo condiva subito un piano per le riaperture, valutando anche delle possibilità diverse da territorio a territorio. E, naturalmente, continui con la strada intrapresa con questo Provvedimento. Bisogna immettere in circolazione quante più risorse possibili, senza dimenticare nessuna categoria e nessun territorio. I prossimi provvedimenti saranno decisivi, così come l’atteggiamento del’Europa. Facciamo presto».

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