Un fermo immagine del video dell'aggressione verbale al sindaco Fulvio Centoz
comuni
di Alessandro Bianchet  
il 28/05/2020

Aosta: aggressione verbale al sindaco, mentre in aula si parla del Manifesto della comunicazione non ostile

Il fatto è avvenuto nel corso della manifestazione in piazza Chanoux da parte sindacati e lavoratrici della Vivenda. Intanto l'aula dà il via libera al documento per promuovere l'uso di una comunicazione non violenta sui social e non solo

Da una parte l’approvazione di un Manifesto della comunicazione non ostile, dall’altra l’aggressione verbale al sindaco di Aosta Fulvio Centoz, nell’ambito della manifestazione di protesta organizzata dai sindacati per la situazione delle lavoratrici di Vivenda.

Il fatto

Questo quanto accaduto nelle ultime ore nel capoluogo regionale, dove è in corso il consiglio comunale nel quale, appunto, dopo la pubblicazione sui social di numerose invettive rivolte ai consiglieri, a seguito del mancato passaggio dell’iniziativa presentata nell’ultima seduta da Vincenzo Caminiti (per la riduzione dei compensi, Giunta esclusa, al fine di destinarli per dare un aiuto nell’ambito dell’emergenza Coronavirus), la presidente Sara Favre, con la sottoscrizione di tutti i capigruppo, ha presentato un ordine del giorno.

L’aggressione

Nel corso della discussione sull’adesione al Manifesto, però, è arrivata la notizia dell’aggressione verbale al sindaco Fulvio Centoz (in allegato il video di Sacha Paternolli), sceso in piazza Chanoux per incontrare i rappresentanti sindacali e le lavoratrici di Vivenda, preoccupate per il loro futuro.

E proprio in quei frangenti è partita una pesante aggressione verbale da parte di un uomo – per nulla legato alla manifestazione -, cosa che ha costretto gli agenti della Digos all’intervento.

La cosa è subito stata stigmatizzata dalla presidente del Consiglio, Sara Favre. «È aberrante, mi fa venire i brividi quanto accaduto al sindaco – ha esclamato in aula -. Il sindaco è stato insultato ed è stato necessario l’intervento della Digos per riportare la calma».

Il Manifesto

Tornando al Manifesto della comunicazione non ostile, lo stesso, promosso dall’Associazione Parole Ostili, «ha l’obiettivo di responsabilizzare ed educare gli utenti della rete a scegliere forme di comunicazione non ostile – ha spiegato la presidente Sara Favre -. Lo stesso promuove i valori espressi dal manifesto e prevede l’organizzazione di iniziative di sensibilizzazione e formazione».

I punti

Il documento, che punta a ridefinire lo stile con cui si sta sul web, al fine di disincentivare l’uso di parole violenti, è composto da dieci punti.

1. Virtuale è reale – Dico e scrivo in rete solo cose che ho il coraggio di dire di persona.

2. Si è ciò che si comunica – Le parole che scelgo raccontano la persona che sono: mi rappresentano.

3. Le parole danno forma al pensiero – Mi prendo tutto il tempo necessario a esprimere al meglio quel che penso.

4. Prima di parlare bisogna ascoltare – Nessuno ha sempre ragione, neanche io. Ascolto con onestà e apertura.

5. Le parole sono un ponte – Scelgo le parole per comprendere, farmi capire, avvicinarmi agli altri.

6. Le parole hanno conseguenze – So che ogni mia parola può avere conseguenze, piccole o grandi.

7. Condividere è una responsabilità – Condivido testi e immagini solo dopo averli letti, valutati, compresi.

8. Le idee si possono discutere. Le persone si devono rispettare – Non trasformo chi sostiene opinioni che non condivido in un nemico da annientare.

9. Gli insulti non sono argomenti – Non accetto insulti e aggressività, nemmeno a favore della mia tesi.

10. Anche il silenzio comunica – Quando la scelta migliore è tacere, taccio.

I sottoscrittori

Il Manifesto, approvato dal Consiglio con l’astensione di Lorenzo Aiello («perché non credo in un’adesione a un manifesto, votato sull’onda emotiva, che non impedirà in nessun modo atteggiamenti sguaiati. Esiste un regolamento, ed è quello a regolare la giusta condotta degli appartenenti al consiglio e va fatto rispettare». E chiede «di valutare il ritorno fisico in aula, perché uno degli argini agli atteggiamenti non consoni è il ritorno alla realtà»), verrà adottato ufficialmente e verrà adottato in tutti i canali di comunicazione, online e non solo, al fine di riportare a «un uso corretto del significato della parole per lo sviluppo di una comunità educante».

Il documento è stato già sottoscritto da Milano, Torino, Bergamo, Padova, Palermo, Firenze, Bari, Novara, Ferrara, Lecce, Verona, Lanciano, Azzano Decimo, Latina, Palmi, Figline e Incisa Valdarno, Fidenza, Alghero, Maruggio, Nicolosi, Termoli, Occhiobello, Rho, Santarcangelo di Romagna, Castiglione in Teverina, Settimo Torinese, Crescentino, Somma Lombardo, Lecco, Cassano delle Murge, Marano Vicentino, Predore, Baronissi, Ponsacco, Fermignano, San Costanzo, Riomaggiore, Concordia Sagittaria, Gavorrano, Monteviale, Terrazzo, Aquileia, Silanus, Banari, Gradisca d’Isonzo, Darfo Boario Terme, Bomporto, Budoia, Esporlatu, Dro, Raffadali, Gambettola, Fiscaglia, Muggia, Fonni, Resana, Montecalvo in Foglia, Palmanova, San Stino di Livenza, Monte di Procida, Grottammare, Torre Santa Susanna, Rezzato, Leverano, Monopoli, Pietravairano, Villaputzu, Padula, Courmayeur, Uta, Vallesaccarda, Bollate, Sarsina, Ostuni, Campo San Martino, Noale, Corigliano d’Otranto, Villamassargia, Capannoli, Lurago d’Erba, Noceto, Arcore, Mirano, Pedavena, Santa Maria di Sala, Galatina, Bellaria-Igea Marina, Crotta d’Adda, Imperia, Omegna, Pentone, Seravezza, Girifalco, Tremezzina, Montechiarugolo, Trentinara, Chiusa di San Michele, Caino, Avola, Lanzo Torinese, Rocca D’Evandro, Caponago, Granze, Conca della Campania, Pizzoferrato, Rosolini, Cagli, Quiliano, San Nazzaro, Campo Calabro, Tavagnacco, Thiene, Sedico, Osilo, Fabbrico, Cavedine, Malegno, Santu Lussurgiu, Mazzo di Valtellina, Meina, Quarto d’Altino, San Nazzaro, Pozzo d’Adda, Rubano, Cinto Euganeo, Rutignano, Sasso Marconi, Sarego, Lavello, Calcinaia, Costa di Rovigo, San Michele di Ganzaria, San Giovanni Lupatoto, Grugliasco, Capaci, Cassola, Caltabellotta, San Vero Milis, Loiano, Zanè, San Giuliano Terme, Ronzo-Chienis, Levate, Paciano, Ussaramanna, Panicale, Pozzuolo del Friuli, Romana, Castiglione del Lago, Negrar di Valpolicella, Valsamoggia, Casoria, Basiglio, Sante Marie, Montone, Edolo, Battipaglia, Romano Canavese, Barletta, Riese Pio X, Poggio Torriana, Brugherio, Verucchio, Rogno, Barile, Ricigliano, Pontecorvo, San Donato Milanese, Venosa, San Pietro Viminario, Condone, Laurenzana, Vedano Olona, Altavilla Vicentina, Marsico Nuovo, Donato, Barlassina, San Vitaliano, Aradeo, Procida, Mercogliano, Armento, Giffoni Sei Casali, Cesano Maderno, Meolo, Seregno, Barge, Lauria, Zugliano, una rappresentanza dei 131 comuni della Basilicata, il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università Luiss, il Dipartimento di Scienze Politiche e della Comunicazione dell’Università di Salerno e le Università Lumsa, Cattolica, Trieste, Brescia, L’Aquila, Genova, Camerino, Udine, Teramo, IUSTO.

(alessandro bianchet)

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