Fase 2, Luca Montagnani: «Con questi dati si può ripartire con alcune attività in totale sicurezza»
ATTUALITA'
di Thomas Piccot  
il 12/05/2020

Fase 2, Luca Montagnani: «Con questi dati si può ripartire con alcune attività in totale sicurezza»

Il coordinatore sanitario dell'emergenza ha parlato in conferenza stampa; tre appartenenti alle forze dell'ordine risultati positivi al Covid-19

«Con questi dati si può ripartire con alcune attività in totale sicurezza». A dirlo è Luca Montagnani, coordinatore sanitario dell’emergenza, a proposito della Fase 2 e delle riaperture nel territorio regionale.

Il monitoraggio settimanale della Fase 2 indica la Valle d’Aosta come una delle regioni con rischio più basso. «Rientriamo in quella fascia che ci permette di andare avanti serenamente nel percorso di riapertura», ha aggiunto Montagnani.

I ricoveri in costante diminuzione

Il dottor Montagnani, durante la conferenza stampa, ha esposto i dati relativi all’andamento del contagio in Valle d’Aosta. I ricoveri di pazienti positivi al Coronavirus diminuiscono da inizio aprile. Da oggi, non ci sono più pazienti in terapia intensiva. Risultano ancora ricoverati 45 pazienti, tra il Parini di Aosta, dove sono trattati i casi più acuti, e la clinica di Saint-Pierre, dove sono ricoverati i pazienti in via di guarigione.

La Valle d’Aosta risulta tra le regione con il rapporto più alto di persone testate in relazione alla popolazione. Tuttavia, la nostra regione ha una bassa incidenza di casi attuali. Meglio fa solo la Provincia Autonoma di Bolzano.

Tamponi screening: rilevati tre positivi asintomatici

Prosegue anche l’attività di monitoraggio delle forze dell’ordine. Su 620 tamponi effettuati, sono stati individuati tre pazienti positivi, lo 0,4% del totale. «Un dato positivo, ci aspettavamo numeri più alti. Faccio i complimenti a tutte le forze dell’ordine per il comportamento tenuto nella prima parte della pandemia», ha commentato Montagnani.

Accessi in aumento nel pronto soccorso

Con la Fase 2, sono aumentati anche gli accessi al pronto soccorso. Tra questi, anche quelli di pazienti con codici bianchi. «Si tratta di accessi inappropriati – sottolinea il dottor Montagnani -. Questi pazienti dovrebbero rivolgersi ai medici di base o ad altre strutture».

(t.p.)

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