Elezioni Comunali, l’appello del Celva: «il voto è un dovere civico»
Politica
di Cinzia Timpano  
il 16/09/2020

Elezioni Comunali, l’appello del Celva: «il voto è un dovere civico»

Il Consorzio degli Enti locali della Valle d'Aosta si riferisce in particolare ai Comuni dove non vi è competizione elettorale tra più liste: «non riuscire a eleggere sindaco, vice e Consiglio comunale avrebbe come conseguenza il commissariamento del Comune».

Elezioni Comunali, l’appello del Celva: «il voto è un dovere civico». 

Mancano pochi giorni al voto e il Consorzio degli Enti locali della Valle d’aosta si appella ai cittadini valdostani, ricordando «che partecipare al voto è un dovere civico».

«Domenica 20 e lunedì 21 settembre prossimi  si svolgeranno tre importanti consultazioni elettorali: il referendum costituzionale confermativo sulla modifica degli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari, le elezioni regionali e le elezioni comunali – ricorda il Celva in una nota -.

Sono 66 su 74 i Comuni valdostani coinvolti nel rinnovo degli organi di governo.

Per quanto riguarda l’elezione diretta del Sindaco, del vice sindaco e dei consigli comunali, l’eventuale turno di ballottaggio si terrà domenica 4 ottobre e lunedì 5 ottobre.

 

Liste uniche in 45 Comuni

In 45 comuni sarà presente sulla scheda elettorale un’unica lista, all’interno della quale gli elettori potranno scegliere i propri rappresentanti.

«A margine dell’ultima assemblea del Consiglio permanente degli enti locali, è stato ribadito collegialmente quanto sia essenziale che, in tutto il territorio, i cittadini esercitino il dovere civico del voto, sancito dalla Costituzione, anche nei comuni dove non vi è competizione elettorale tra più liste» – è l’appello del Consorzio degli Enti locali -.

Rischio commissariamento

«Superare la soglia del quorum del 50% più uno degli elettori iscritti nelle liste elettorali del Comune, assicurando che più della metà dei voti siano validamente espressi e scegliere così i propri rappresentanti, qualunque sia l’orientamento politico da essi rappresentato, è necessario per un pieno svolgimento della vita democratica e per assicurare la partecipazione civica all’amministrazione del bene pubblico.

Non riuscire ad eleggere sindaco, vice sindaco e consiglio comunale, avrebbe fra le conseguenze il commissariamento del Comune, ovvero sarebbe nominato un Commissario straordinario per la gestione provvisoria dell’amministrazione, fino al rinnovo degli organi ordinari.


In un momento storico in cui è fondamentale fornire risposte pronte ed efficaci alla popolazione, e in concomitanza con la ripresa delle attività economiche e scolastiche, tutti i cittadini valdostani devono a loro volta assicurare il proprio coinvolgimento responsabile attraverso l’esercizio del voto, affinché il meccanismo democratico continui a funzionare e il territorio comunale sia rappresentato in tutte le sue componenti, senza lasciare indietro nessuno».

Nella foto d’archivio in alto, la protesta dei sindaci valdostani sotto palazzo regionale contro il vincolo contenuto nella legge 60 per le misure anticrisi per l’emergenza Covid.

(re.aostanews.it)

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