Caritas diocesana: una casa della carità in centro città
Sociale
di Cinzia Timpano  
il 30/09/2020

Caritas diocesana: una casa della carità in centro città

Il complesso che sin dal Medioevo ospitava la Prevostura della Cattedrale diventerà nuova sede di buona parte dei servizi della Caritas: la tavola amica, l'ambulatorio medico, il centro d'ascolto e il servizio docce, oltre a un luogo di ospitalità per persone o famiglie in stato di temporanea emergenza.

Caritas diocesana: una casa della carità in centro città. 

La ex Prevostura della Cattedrale, alle spalle della Cattedrale, di fronte al palazzo vescovile e confinante con l’oratorio san Filippo Neri e con il Seminario diventerà il luogo dove vivere la concretezza della carità.

“Un’opera che diventa segno con il quale la Chiesa valdostana vuole testimoniare che i poveri e il servizio della carità sono al centro della vita e dell’agire pastorale della comunità – come l’annuncio della parola e la celebrazione del culto – ha spiegato il Vescovo della Diocesi Monsignor Franco Lovignana, oggi pomeriggio, presentando il progetto direttamente davanti alla ex prevostura che da ieri, con il montaggio della gru, ha segnato l’avvìo del cantiere.

Il Vescovo ha parlato del “lungo e impegnativo periodo di incubazione del progetto, le fasi di studio e di progettazione, ma oggi la gru è un bel segno che ci dice che questa opera-segno muove i primi passi per farsi concreta”. 

Una riqualificazione importante, che restituisce alla città un luogo che appartiene al centro simbolico della Diocesi (vista la Cattedrale, il Vescovado, l’Oratorio, il Seminario, l’istituto diocesano per il sostentamento del clero), “quel portone resterà aperto, da qui si può ammirare l’abside della Cattedrale, abbiamo scelto di coniugare sobrietà e bellezza”.

La futura casa della carità in centro città

“Luogo dove la fede in Cristo diventa luogo di incontro e di accoglienza”.

Così il direttore della Caritas diocesana Andrea Gatto ha presentato la casa della carità.

“Al piano terra saranno ricavati uno spazio di accoglienza, il centro ascolto e la mensa che oggi, rispetto all’istituzione della Tavola Amica, 25-30 anni fa, ha numeri triplicati – ha spiegato il dottor Gatto -. Sarà anche realizzata una cucina in modo da poter preparare dei pasti, anche grazie all’adesione alla rete del recupero delle eccedenze alimentari. 

Sempre al piano terra, nell’edificio verso Nord, saranno ricavate le docce e l’ambulatorio medico, grazie alla disponibilità di due medici volontari. 

Il piano superiore sarà destinato all’accoglienza temporanea di persone e famiglie in situazione di temporanea emergenza, ma ad esempio anche di chi magari sta assistendo un parente ricoverato in ospedale. 
Sarà anche ricavato un piccolo alloggio per garantire la presenza fissa di un religioso che possa diventare punto di riferimento per la casa. 

Il magazzino Caritas resterà nella sua attuale sede, in regione Tzambarlet così come rimarranno attivi il dormitorio di via Stévenin e l’Abri Monsieur Vincent”.

I costi e i tempi della casa della carità

Sfiora il milione di euro la prima parte dei lavori strutturali e gli infissi esterni (979 mila euro)

La stima dei costi per la seconda parte – impianti, rifiniture e arredi è di circa 600 mila euro.

I lavori – collaudi compresi – dovrebbero concludersi entro fine 2022.

I dettagli dell’intervento, le foto e le interviste su Gazzetta Matin in edicola lunedì 5 ottobre.

(cinzia timpano)

 

 

 

 

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