Special Olympics: 11 medaglie valdostane dal nuoto paralimpico
I ragazzi dell'Ecole du Sport e Bien Etre che hanno partecipato ai Giochi di Lignano Sabbiadoro nei giorni scorsi
ATTUALITA'
di Cinzia Timpano  
il 05/06/2024

Special Olympics: 11 medaglie valdostane dal nuoto paralimpico

I ragazzi dell'Ecole du Sport e bien être hanno partecipato ai Giochi a Lignano Sabbiadoro

Special Olympics: 11 medaglie valdostane dal nuoto paralimpico.

Competitività, voglia di vincere e di divertirsi insieme sono i tre concetti-chiave che Valentina Caresso, allenatrice della squadra di nuoto paralimpica Ecole du sport et bien être, trasmette ai ragazzi diversamente abili che allena nella piscina di Saint-Vincent.

Scuola di nuoto e nuoto agonistico

Francesca e la sua amica fresche di medaglia

Un gruppo di circa 40 persone con disabilità fisiche e intellettive che si ritrovano in piscina o per frequentare la scuola-nuoto oppure per allenarsi a livello agonistico.

«L’età dei partecipanti alle lezioni spazia dai 6 per arrivare ai 62 anni d’età.

La media della squadra agonistica, invece, si aggira sui 25» aggiunge Caresso.

Allenamenti e inclusività

Amanti di sport che si danno appuntamento una o due volte a settimana per condividere questo passione e trascorrere del tempo insieme, mettendosi in gioco.

Chi si allena a livello agonistico scende in vasca, per un’ora, sia il sabato sia il lunedì; chi frequenta la scuola-nuoto ha la lezione di un’ora o il sabato o il lunedì.

Un’attività che, oltre alla tecnica sportiva, insegna anche il valore dell’inclusività.

In alcune discipline, gli atleti diversamente abili sono affiancati da ragazzi senza disabilità.

Agli Special Olympics, il tifo non è mancato

In qualche competizione degli Special Olympics (Giochi olimpici speciali dedicati agli atleti con disabilità intellettiva), ad esempio, si ha il nuoto mixato: nella staffetta mixed si hanno 2 nuotatori con disabilità e 2 senza; nella gara in acque libere si vede un atleta disabile che gareggia con un altro senza disabilità.

Una realtà in cui gli atleti si confrontano con altre situazioni simili e, al tempo stesso, foriere di nuove amicizie: «sono momenti di grande convivialità, in cui si conoscono molte persone con esperienze simili ma anche con storie diverse.

L’elemento più bello è il senso di unione che si crea, soprattutto nel post-gara» evidenzia l’allenatrice.

Un’esperienza di crescita non solo per i ragazzi ma anche per i genitori che sono in prima linea a sostenere i loro figli e la loro passione sportiva.

«Sposando quello che, secondo me, è il vero spirito dello sport – evidenzia Caresso – capiscono sia l’importanza di una gara sia quella di un piccolo successo che, non per forza, è dovuto a una medaglia d’oro. Inoltre, condividendo una situazione simile, instaurano una rete di mutuo aiuto che va oltre le difficoltà legate al mondo sportivo per toccare anche le piccole cose della vita quotidiana».

Play the Games Special Olympics

Il team dell’Ecole du Sport e Bien Etre

Nei giorni scorsi, la squadra paralimpica allenata da Valentina Caresso ha preso parte ai Play the Games Special Olympics di Lignano Sabbiadoro, nei quali i rossoneri hanno gareggiato contro atleti provenienti da Liguria, Lombardia, Piemonte e Friuli-Venezia-Giulia.

11 medaglie valdostane

11 valdostani (Alex Grivon, Marzia Cecilia Ricci, Andrea Grivon, Alessandro Trevisan, Alberto Mantovani, Henri Dondeynaz, Andrea Roxana Matei, Francesca Bruno, Elisa Guala, Giorgia Bignoli, Daniele Scaletta, ndr) hanno portato a casa due ori (Henri Dondeynaz e Daniele Scaletta nei 25 dorso), 5 argenti (Marzia Cecilia Ricci nei 25 delfino e nei 50 dorso, Andrea Grivon ed Elisa Guala nei 25 dorso, Alex Grivon nei 50 rana) e 4 bronzi (Alex Grivon nei 100 stile, Alberto Mantovani nei 25 dorso, Francesca Bruno nei 25 delfino, Giorgia Bignoli nei 25 stile).

Le specialità in cui si sono sfidati sono state: 100 metri stile, 50 rana, 50 dorso, 50 stile, 25 rana, 25 dorso, 25 delfino e 25 stile.

«Mi piace mettere alla prova i miei ragazzi, facendoli provare nuove specialità e sfidando loro stessi» conclude Caresso.

(ilaria bersi)

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