Asfalti e viabilità ad Aosta: Forza Italia chiede la riapertura di Arco d’Augusto e via Paravera
I consiglieri forzisti si uniscono al coro di lamentele per le code e i disagi provocati dai tanti lavori in corso nella città
Riaprire l’Arco d’Augusto e il doppio senso in via Paravera. Dopo Confcommercio VdA, anche Forza Italia interviene sulle code che si stanno formando in questi giorni ad Aosta a causa dei lavori per il rifacimento degli asfalti e non solo.
La posizione degli Azzurri è racchiusa in un comunicato in cui i consiglieri Christian Chuc e Refat Mehmeti chiedono «soluzioni tempestive per evitare la paralisi».
Asfalti: Forza Italia all’attacco
Nella nota, i consiglieri forzisti esprimono «forte preoccupazione per la situazione della mobilità cittadina, destinata a peggiorare ulteriormente con la prossima chiusura della galleria di Sorreley ai primi di giugno, che convoglierà il traffico da e per il Traforo del Gran San Bernardo sull’asse di via Roma e via Parigi».
A questo, ovviamente, si aggiungono i lavori per il rifacimento degli asfalti.
«Le opere pubbliche sono necessarie e nessuno mette in discussione la loro utilità, ma non è accettabile che a pagarne il prezzo siano sempre cittadini, lavoratori e attività economiche costretti ogni giorno a subire code, rallentamenti e disagi» spiegano Mehmeti e Chuc.
Traffico: Forza Italia chiede buon senso
Per tutto questo, Forza Italia chiede all’amministrazione comunale «di adottare immediatamente misure concrete per ridurre l’impatto dei cantieri, a partire dalla programmazione dell’asfaltatura e degli interventi più invasivi nelle ore notturne, come avviene normalmente in molte città – spiegano i consiglieri -. Inoltre bisogna valutare soluzioni straordinarie per alleggerire il traffico, compresa la riapertura totale al traffico dell’area dell’Arco d’Augusto e l’apertura a doppio senso di circolazione del passaggio a livello di via Paravera, collegamento strategico con via Carrel».
Insomma, per gli Azzurri servono «buon senso, programmazione e risposte rapide, perché Aosta non può permettersi di restare ostaggio del traffico e di una gestione inefficace della mobilità».
(al.bi.)
