Masi presenta a Venezia catalogo di Plessi e l’Amarone d’artista
Milano, 26 mag. (askanews) – A Venezia Masi ha presentato il catalogo “L’Anima dell’Amarone” di Fabrizio Plessi, pubblicato da Marsilio Arte, insieme con l’edizione limitata dell’”Amarone Masi Costasera Contemporary Art” annata 2006. I due progetti nascono attorno all’installazione site-specific che l’artista ha realizzato per Monteleone21, la nuova sede dell’azienda in Valpolicella, e ne estendono il racconto oltre lo spazio espositivo.
La presentazione si è svolta nelle Procuratie di Piazza San Marco, negli spazi della Casa di The Human Safety Net. A discutere del progetto sono stati Luciano Ferraro, vicedirettore del Corriere della Sera, Luca De Michelis, Ad di Marsilio Arte, Fabrizio Plessi e Sandro Boscaini, presidente di Masi Agricola. Al centro del confronto è finito il rapporto tra arte contemporanea, paesaggio della Valpolicella e cultura dell’Amarone, già al cuore dell’opera allestita nel fruttaio di Monteleone21.
Il volume dedicato a “L’Anima dell’Amarone” raccoglie materiali che documentano la genesi e la costruzione dell’installazione. Si apre con un’introduzione di Ferraro e comprende contributi di Giovanni Marinetti e dell’architetto Giovanna Mar, oltre alla biografia dell’artista. Nelle 96 pagine del catalogo, in edizione bilingue italiano-inglese, trovano spazio disegni, fotografie progettuali e documentali, immagini architettoniche di Monteleone21, vedute dei vigneti della Valpolicella e della produzione dell’Amarone. Il libro è in libreria dal 6 marzo 2026.
L’installazione nasce per il grande spazio dedicato all’appassimento delle uve nella nuova sede di Masi. L’86enne artista emiliano ha definito quell’ambiente “Cattedrale dell’Amarone” e lo ha trasformato in un’opera composta da tre nuclei connessi, nei quali il vino entra per la prima volta in modo esplicito nel suo linguaggio artistico accanto agli elementi con cui ha lavorato per decenni, come acqua, fuoco, luce, lava e vento. Il progetto intreccia immagini in movimento, intelligenza artificiale, suono e presenza fisica delle uve in appassimento.
Al centro della scena compaiono quattro grandi sandoli veneziani, elemento ricorrente nella ricerca di Plessi, mentre dall’alto scendono cascate di vino generate con l’intelligenza artificiale e proiettate in grandi archi. Il flusso prosegue negli schermi collocati all’interno delle barche, accompagnato da una partitura sonora di Michael Nyman. A questo impianto digitale si contrappongono quattro arele di bambu con le uve in appassimento, che riportano l’opera al processo materiale e agricolo da cui nasce l’Amarone.
“L’Amarone possiede memoria, profondità e tempo”, ha affermato Plessi, spiegando che il progetto è nato dal tentativo di tradurre l’identità di questo vino attraverso un linguaggio immersivo. Per l’artista si tratta di un passaggio nuovo, perché il vino entra come elemento simbolico e vitale in un percorso che finora aveva lavorato soprattutto sugli elementi primari. “La barca è metafora della nostra vita e io sono un navigatore solitario” ha detto ancora Plessi a proposito di uno dei segni centrali dell’installazione.
Sandro Boscaini ha ricondotto il progetto alla funzione che Masi attribuisce a Monteleone21. “Nasce come luogo di incontro tra tradizione e contemporaneità. Con Fabrizio, al quale mi lega una profonda amicizia, abbiamo voluto raccontare l’Amarone – ha evidenziato il presidente – e la sua anima più intima attraverso un linguaggio artistico per sua natura universale, capace di interpretare il vino non solo come prodotto, ma come espressione culturale e di territorio”.
La riflessione sullo spazio è stata ripresa anche da Giovanna Mar, che ha ricostruito i cinque anni di lavoro necessari alla realizzazione di Monteleone21. Il progetto architettonico, ha spiegato, è stato pensato come uno spazio multifunzionale profondamente legato al genius loci della Valpolicella, costruito per tenere insieme memoria e contemporaneità. In questa prospettiva l’opera di Plessi non arriva come elemento decorativo, ma come intervento destinato a misurarsi con l’identità del luogo e con la funzione produttiva del fruttaio.
Accanto al catalogo, la presentazione veneziana ha segnato anche il debutto di una nuova bottiglia d’artista della collezione Costasera Contemporary Art, il progetto con cui Masi affida da quasi vent’anni le etichette a artisti internazionali. Questa volta Plessi ha firmato il packaging dell’annata 2006, definita “cinque stelle”, intervenendo sull’intera superficie della bottiglia. L’immagine non si limita quindi all’etichetta, ma avvolge il vetro e trasferisce sul vino parte del lessico visivo sviluppato nell’installazione.
“L’anima dell’Amarone attraversa lo spazio e incontra il prezioso nettare nella sua forza e nel suo impeto, avvolgendolo: l’opera e l’arte aleggiano attorno e dentro il vino”, ha dichiarato Plessi a proposito della bottiglia. In questo passaggio il progetto si allarga dal fruttaio di Monteleone21 all’oggetto vino, trasformando una delle annate storiche di Costasera in supporto ulteriore del dialogo tra arte contemporanea e Amarone.
Il catalogo e la bottiglia segnano così due esiti distinti ma complementari dello stesso lavoro: da una parte la documentazione dell’opera e del suo contesto, dall’altra la sua trasposizione su un’edizione limitata destinata alla collezione. Entrambi insistono sul punto che la serata veneziana ha messo in evidenza: l’installazione di Plessi per Masi non resta confinata a un allestimento temporaneo, ma continua a produrre forme editoriali, visive e materiali attorno all’Amarone e al paesaggio che lo genera.
