Fondazione Inarcassa: lavorare da soli non conviene più
AskaNews
di Administrator Marketing  
il 25/06/2026

Fondazione Inarcassa: lavorare da soli non conviene più

Roma, 25 giu. – Le società tra professionisti e le associazioni professionali sono disincentivate dalla fiscalità. Fondazione Inarcassa ha presentato oggi, presso l’Hotel Nazionale a Roma, alla presenza della Senatrice Erika Stefani e del deputato Saverio Congedo, alcune proposte per cambiare passo, non solo per i professionisti tecnici ma per tutti i professionisti, con il contributo partecipativo di altre organizzazioni e associazioni. Lo ha fatto presentando due studi di scenario con analisi e dati, elaborati grazie al lavoro di esperti del settore.

Le analisi evidenziano come l’aggregazione professionale sia oggi frenata da un sistema fiscale che privilegia l’attività individuale rispetto a forme strutturate come le STP, e come permanga l’urgenza di una riforma che tenga conto dei nuovi fabbisogni dei professionisti in materia di tecnologia, formazione e mobilità.

Le STP sono soggette all’IRAP, da cui invece sono esonerate le persone fisiche dal 2022; il regime forfettario, così com’è costruito, esclude di fatto chi sceglie forme aggregative; e permangono disparità tra lavoro autonomo e reddito d’impresa su deducibilità di costi, ammortamenti e spese di formazione. Le proposte avanzate vanno dall’estensione del forfettario alle STP — con soglia calcolata per numero di soci — all’abolizione dell’IRAP per le associazioni composte solo da persone fisiche, fino all’allineamento delle regole di deducibilità a quelle già in vigore per le imprese.

«Nello scenario odierno, con lo stravolgimento che stanno vivendo le professioni, dire che un professionista debba rimanere “da solo” per competere su un mercato in cui la concorrenza è forte rappresenta un rischio, un rischio legato alla mancanza di competitività – spiega il Presidente di Fondazione Inarcassa, l’ing. Andrea De Maio. Come abbiamo illustrato con l’ausilio dei due studi sulle STP e sulla fiscalità, quest’ultimo condotto dal dott. Antonio Cacciapaglia dello Studio Associato Cacciapaglia e Liguori, se modifichiamo lo strumento disincentivante, agendo sulla fiscalità verso il lavoratore autonomo non in regime forfettario, favoriamo la professione, soprattutto per i più giovani, e diamo un contributo allo sviluppo economico del Paese. La competitività, aggiunge De Maio, si riflette sul sistema Paese. Agire sulla competitività significa intervenire sul fattore culturale, che ha un substrato normativo che non agevola le scelte associative e penalizza, dal punto di vista fiscale, il professionista singolo».

L’appuntamento di oggi, 25 giugno, si inserisce nel percorso di analisi e proposta che la Fondazione porta avanti a sostegno dell’intera platea degli architetti e ingegneri liberi professionisti.

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