Privatizzazione del Casinò: 3 incarichi affidati e 2 studi, ma nessuno lo sa
Finaosta ha consegnato a inizio maggio gli ultimi documenti relativi ai due studi affidati a professionisti esterni
Privatizzazione del Casinò: 3 incarichi affidati e 2 studi, ma nessuno lo sa.
Sono tre gli incarichi affidati dalla Regione per capire se la strada del casinò di Saint-Vincent sia quella della privatizzazione.
Il primo risale al 2024, gli altri a inizio e fine giugno 2025.
Lo ha detto il presidente della Regione Renzo Testolin rispondendo all’interrogazione dei consiglieri di Fratelli d’Italia Alberto Zucchi e Massimo Lattanzi.
Si è detto «sconcertato» il consigliere Zucchi, nell’apprendere di un ulteriore studio.
«Non fosse per le nostre iniziative, non sapremmo mai di cose giunte a una qualche conclusione» ha detto il consigliere Zucchi.
Gli incarichi conferiti dalla Regione
Il presidente della Regione Renzo Testolin risponde all’interrogazione di Fratelli d’Italia
Il presidente della Regione ha ripercorso gli incarichi, il primo conferito a Finaosta con delibera del 2 dicembre 2024, con una spesa massima di 200 mila euro iva inclusa.
Il 26 giugno 2025 è stata affidata l’elaborazione di uno studio giuridico allo studio legale Vietti e il 3 giugno 2025, l’elaborazione di uno studio tecnico-industriale alla società Ernst Young Advisor SpA.
«Gli studi sono stati parzialmente trasmessi a febbraio 2026 e l’8 maggio 2026 Finaosta ha consegnato la documentazione mancante – ha detto il presidente Testolin.
Alla luce delle vicende giudiziarie in corso però, non è condivisibile la premessa dell’interrogazione di accelerare sul tema privatizzazione. Semmai le vicende giudiziarie impongono decisioni ponderate per cercare una soluzione solo alla luce delle verifiche in corso» ha concluso Testolin.
Secondo quanto riferito dal presidente della Regione, «al termine di alcune verifiche, nelle prossime settimane, il lavoro di Finaosta verrà inviato alla Commissione».
La replica del consigliere Zucchi
Nella replica, il consigliere Zucchi ha esortato il presidente a condividere certe questioni, «va bene l’attività ispettiva ma in modo parallelo ci aspettiamo la volontà del Governo di occuparsi di certi dossier e condividerli con il Consiglio».
«A febbraio e maggio 2026 lei ha ricevuto le conclusioni che in parte ha letto, mi piacerebbe avere le conclusioni per fare le mie valutazioni. Non ho la presunzione di sapere se la strada della privatizzazione sia giusta o meno, ma ho il diritto, dopo mesi, di sapere a quale conclusione siano arrivati gli studi.
Si tratta di studi di soggetti terzi qualificati e pagati e crediamo che tutti i consiglieri debbano averne contezza, indipendentemente se si è o meno a favore della privatizzazione».
«Signor presidente – ha concluso Zucchi – tiraimo fuori dai cassetti polverosi i dossier e diamone evidenza».
(c.t.)
