Hormuz, nuova escalation fra Iran e Usa
Roma, 8 lug. (askanews) – Il Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha precisato di aver colpito “oltre 80 obiettivi” in Iran in risposta agli attacchi condotti ieri contro navi mercantili in transito nello Stretto di Hormuz.
In una nota, Centcom ha dichiarato di aver preso di mira “sistemi di difesa aerea iraniani, reti di comando e controllo, siti radar costieri, sistemi missilistici antinave e oltre 60 piccole imbarcazioni dei Guardiani della rivoluzione islamica all’interno e nei pressi dello stretto, in modo indebolire la capacità dell’Iran di continuare ad attaccare il commercio internazionale che transita attraverso questo corridoio commerciale”. I Guardiani della rivoluzione islamica hanno annunciato di aver colpito “85 obiettivi militari” americani presenti in Bahrein e Kuwait in risposta ai raid Usa.
“Nella risposta iniziale a questa aggressione, le forze navali e aerospaziali dei Guardiani della rivoluzione islamica, attraverso operazioni congiunte con missili e droni, hanno distrutto 85 importanti installazioni militari americani a Port Salman, nella regione della Quinta Flotta in Bahrein, e nella base aerea di Ali Salem in Kuwait, abbattendo anche un drone nemico MQ-9 che tentava di interferire con l’operazione”, recita il comunicato dei pasdaran riportato dai media iraniani.
I media iraniani riportano esplosioni nel sud del Paese, a Bushehr, città portuale sulla costa del Golfo.
L’agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Mehr ha anche riferito di un attacco all’isola di Kharg, una striscia di terra nel Golfo che gestisce circa il 90% delle esportazioni di petrolio iraniano.
Secondo Ehsan Jahanian, vice governatore regionale per gli affari politici, di sicurezza e sociali, gli Stati Uniti hanno attaccato due basi militari iraniane nella provincia di Bushehr.
“La scorsa notte, il nemico ha attaccato una base militare nel distretto di Dashti e una base militare nei pressi della città di Chaghadak. Finora non si registrano vittime a seguito di questi atti criminali”, ha affermato Jahanian, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Fars.
Intanto un membro della marina dei Guardiani della rivoluzione islamica è rimasto ucciso questa mattina a Bandar Mahshahr, città portuale nel sud dell’Iran, “mentre era impegnato contro droni nemici” ha riferito l’agenzia di stampa Tasnim.
La tregua con l’Iran “penso che sia finita”. Lo ha dichiarato il presidente americano, Donald Trump, parlando ad Ankara al fianco del segretario generale della Nato, Mark Rutte. “Non voglio più avere a che fare con loro. Sono persone malate e sono guidati da persone malate. Sono persone crudeli e violente”, ha aggiunto Trump. “Lascio ai negoziatori” la scelta di “continuare a parlare se vogliono”, “ma queste persone non mi piacciono, è una perdita di tempo”, ha commentato.

