Suppletive, la Calabria non è un test per le politiche ma ne ha tutte le spine
AskaNews
di admin Administrator  
il 13/08/2026

Suppletive, la Calabria non è un test per le politiche ma ne ha tutte le spine

Roma, 13 ago. (askanews) – Forse non sono un test nazionale nè l’antipasto di quello che accadrà l’anno prossimo, però le elezioni suppletive in Calabria, che si terranno il 27 e il 28 settembre, qualcosa in comune con la lunga, e già iniziata, campagna elettorale per le Politiche ce l’hanno: le spine. Le spine, i nodi irrisolti, la dissipazione del tempo, le paure, i dubbi, gli azzardi che scuotono e attraversano il quadro politico e i partiti si ritrovano, puntuali, in questa elezione piccola piccola. Si tratta di eleggere un deputato per il seggio rimasto vacante dopo l’addio al Parlamento, a fine luglio, di Roberto Cannizzaro, esponente di Forza Italia divenuto sindaco di Reggio Calabria.

E su questa scelta, sebbene minore e un po’ in sordina rispetto ad altri dibattiti più roboanti, si sono riversati tutti i malumori, i timori e le contraddizioni che serpeggiano nei partiti. La premessa è che Reggio Calabria è un collegio in cui il centrodestra ha sempre vinto, in tutte le elezioni, si tratta di terra “azzurra” da sempre e dove la Regione è guidata dal vice segretario di Forza Italia Roberto Occhiuto, spesso tirato in ballo per ruoli in scenari nazionali. E difatti queste suppletive sono un banco di prova per misurare le divisioni e le competizioni all’interno del centrodestra: Forza Italia vuole conservare il proprio ruolo nella regione e nella coalizione e, esattamente come sul piano nazionale, l’outsider Roberto Vannacci da un lato invoca il dialogo – o “la telefonata” con la premier -, dall’altro attacca e insidia la forza moderata, liberale ed europeista dello schieramento.

Gli azzurri non hanno ancora ufficializzato il nome del candidato, ma salvo sorprese punteranno su Fabio Roscioli, tesoriere nazionale del partito e avvocato Fininvest. Vannacci è tentato dall’idea di presentare un proprio candidato: “Ci stiamo pensando” ha detto l’altro giorno dopo aver lanciato la candidatura di Carmelo Burgio a sindaco di Milano. Per Futuro nazionale potrebbe essere un azzardo ma anche un ottimo investimento per sfruttare il vento in poppa del partito che “corre come un treno” e supera i 140 mila iscritti. Soprattutto sarebbe un messaggio chiaro a Meloni. Rispetto a un ingresso di Vannacci in coalizione Occhiuto mette le mani avanti: “La politica – ricorda in un’intervista – non è aritmetica, quindi non è per forza detto che immettere elementi di populismo in una coalizione faccia sì che la coalizione aumenti i consensi”.

Anche nel campo largo la partita di Reggio riassume alcune delle dinamiche e delle spine della coalizione. A cominciare dalla tempistica. Così come è slittata a settembre la sintesi da costruire sul programma, mentre è già pane di tutti i giorni la competizione Schlein-Conte per la leadership – scelta duramente criticata dagli altri soggetti del campo largo, da Avs ai riformisti – a Reggio Calabria si è deciso di riunire dopo Ferragosto il tavolo con i leader e i referenti locali per scegliere un nome. Ma c’è di più. Tra i militanti e nei circoli Dem di tutto il collegio, l’uninominale 05 per la Camera, da Reggio Calabria a Roccella Ionica – dove il programma della festa dell’Unità, una delle più partecipate di tutta la Locride, è stato “congelato” – si registra una malessere generalizzato sul metodo con cui verrà scelto il candidato. “Il candidato non lo devono scegliere a Roma né deve arrivare da fuori: lo deve riconoscere il territorio”, spiegano alcune fonti locali Dem.

Il centrodestra, ragionano segretari di circolo, con ogni probabilità “chiederà ai reggini di votare un illustre sconosciuto, un professionista milanese senza alcun rapporto con questa città e con questo collegio” e il centrosinistra che fa? No ai nomi “paracadutati” dall’alto, va scelto, è il ragionamento di fonti interne al Pd metropolitano, un candidato che “sia espressione delle esperienze amministrative locali a guida Pd, riconosciuto dal territorio” un profilo che “non va inventato né importato” ma che c’è, basta volerlo. Intanto, a fine luglio, ha dato la sua disponibilità il giornalista e scrittore Carmine Fotia, reggino di nascita, mettendo un’unica condizione: “Sono disponibile – ha detto – se tutto il campo largo è d’accordo”.

[FI guarda a tesoriere partito, FnV tentato da corsa. Malessere nei circoli Dem: “No candidati paracadutati”|PN_20260813_00041|in04 rj01| https://askanews.it/wp-content/uploads/2026/08/20260813_154335_D171DB20.jpg |13/08/2026 15:43:45|Suppletive, la Calabria non è un test per le Politiche ma ne ha tutte le spine|Camera|Politica]

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