L.elettorale, opposizioni protestano per calendario: ennesima forzatura
Roma, 27 mag. (askanews) – Opposizioni sulle barricate in capigruppo per la calendarizzazione della riforma elettorale in aula alla Camera il 26 giugno.
Al termine della riunione Chiara Braga, Riccardo Ricciardi, Riccardo Magi e Marco Grimaldi hanno espresso le loro critiche: “Il Presidente ha calendarizzato la legge elettorale il 26 giugno in assenza di chiarezza da parte della maggioranza sul testo: è l’ennesima forzatura di una maggioranza ossessionata dal voler cambiare le regole gioco perchè teme di perdere elezioni – ha detto la capogruppo dem -. Anche se il testo ancora non c’è loro la calendarizzano per avere i tempi contingentati. Questa forzatura segna la loro distanza dai problemi veri e mostra l’arroganza di una maggioranza che non rispetta il dibattito parlamentare”.
“E’ la prima legge fatta con i comunicati stampa – ha aggiunto il capogruppo M5s- sappiamo che il testo è cambiato dai comunicati, un pressappochismo e un corto circuito politico. Non c’è fine al peggio di questa maggioranza: non possiamo accettare un metodo così perché il metodo è davvero sostanza in questo caso”.
Per l’esponente di Più Europa è “inaccettabile che la riforma elettorale venga trattata come un decreto in scandenza. l’obiettivo è contingentare i tempi perchè a settembre scadono i 12 mesi dalla fine della legislatura. Ma il codice di condotta della Cedu dice anche che la riforma non può essere imposta dalla maggioranza all’opposizione, lo abbiamo segnalato al Presidente ch,e a mio avviso in modo irresponsabile, non ha fermato la maggioranza”.
“Siamo l’unico paese in Europa che non solo cambia le regole del gioco negli ultimi 12 mesi ma che lo fa senza l’assenso delle opposizioni. E lo fa con alle spalle due sentenze della Corte Costituzionale che hanno già bocciato forzature proprio sui premi di maggioranza e proprio su questo modo di fare, rifare e riscrivere le regole del gioco – dice l’esponente di Avs -. Scappano dalla realtà, perché in realtà i problemi del paese sono tutt’altri. Io credo che le opposizioni non possono essere suddite di nulla, se non della Costituzione. E quindi noi nelle prossime settimane continueremo a chiedere a tutte le istituzioni democratiche, comprese le presidenze della Camera, del Senato, di non oltrepassare il segno. Ci faremo valere dentro e fuori dall’aula”.
